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| Osho |
Il sudore è la commozione che il corpo prova Il rito dell’inipi e’ uno dei rituali più antichi esistenti sulla terra. Questo e’ l’intento con cui entriamo nella capanna del sudore: vogliamo purificarci, vogliamo lasciare andare tutto ciò di cui non abbiamo bisogno, per ritrovare un contatto intimo con noi stessi e con tutto ciò di cui siamo parte: per questo ciò che usiamo sono aria, acqua, fuoco e sediamo nudi sulla madre terra. Il rituale comincia con la costruzione della capanna che sarà grande quanto basta a “contenerci” tutti: saremo seduti per terra, molto vicini gli uni agli altri, così da sapere sempre, in ogni momento che non siamo soli nel nostro viaggio verso il lasciare andare Saremo al buio, totalmente al buio, così da sperimentare di nuovo la protezione dell’utero materno, in contatto fisico con chi ci sta intorno, ma nel nostro buio, nulla da vedere, solo sentire, ascoltare, fino in fondo: ascoltare il nostro cuore, le nostre emozioni più profonde… qualunque esse siano, senza giudizio e nel sostegno del cerchio che ci circonda. Nel braciere che avremo preparato fuori dall’inipi verranno riscaldate le pietre che saranno poi portate dentro la capanna: le tunkan (pietre, tun significa nascita, kan significa nonni coloro che sono sempre stati e continueranno ad essere) rappresentano la natura perpetua ed indistruttibile di madre terra. Le pietre verranno bagnate così da produrre un grande vapore all’interno dell’inipi. Sarà questo vapore a purificarci fisicamente attraverso il sudore dei nostri corpi. Esso, alzandosi verso il tetto della capanna e fuori dalla capanna, porterà con sé i nostri intenti, le nostre emozioni, tutti i pensieri che, liberati, non ci disturberanno più. Avremo così modo di purificare il nostro corpo, il nostro spirito, e la nostra mente. Dentro l’inipi pregheremo e cioè daremo voce ai nostri intenti più profondi, col sostegno dei nostri compagni di viaggio, canteremo, avremo forse lacrime e risate, chiederemo aiuto e supporto al cerchio ogni volta che ne’ sentiremo il bisogno, così da sperimentare di nuovo ciò che siamo: mitakuye oyasin _siamo tutti uno.
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Ogni giorno, tecniche di Meditazione di Osho 2° e 4° Martedì del mese ore 21,00 |
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